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Da tredici anni il Salento vede il ripetersi di un impetuoso «convenire a festa» verso l’area interna della Grecìa. Iniziato nel 1998, in un clima di acceso dibattito, come esperienza di valorizzazione delle musiche locali ma anche come aspirazione al confronto tra queste e le altre musiche del mondo, il festival «La notte della taranta» ha messo in febbrile movimento enormi energie e numerosi attori sociali: turisti e cultori della folkyness, musicisti, danzatori, amministratori, operatori culturali, imprenditori, commercianti e fornitori di servizi molteplici, espositori, osservatori e studiosi. Assai interessante è l’evoluzione che ha subìto la percezione della taranta, il «mitico» agente patogeno del tarantismo: da remoto segno di malattia e povertà, il ragno è oggi inteso quale simbolo di rinascita e bellezza. Una trasformazione formidabile, accolta nel sistema mediale: con l’espressione «la taranta» si tende a rappresentare l’integrazione tra musica e danza (pizzica), nonché tutto il complesso di attività e prodotti «magicamente» offerti dal Salento d’estate (il paesaggio, certe architetture, il cibo locale e la seduzione). Molti osservatori hanno individuato in questo processo un ottimo vettore di marketing territoriale. Si tratta di un modello cui molti cercano di ispirarsi: i musicisti ospitati si «gloriano» per essere stati presenti e gli esclusi scalpitano per farsi «chiamare»; tra gli amministratori locali l’eco è fortissima: tutti impegnati a «fare come in Salento», sottovalutano come certi motivi di forte connotazione locale non possano essere trasferiti facilmente altrove.
Quest’anno, il calendario «alto» sembra aver contribuito a dilatare la stagione turistica. Il processo è monitorato da una équipe diretta dall’economista Giuseppe Attanasi, che prossimamente presenterà il report da cui dovremmo conoscere i valori economici mobilitati. Del programma si può fare una storia: inizialmente, esso non aveva la secca connotazione melpignanese che ha assunto negli anni; la promessa di valorizzare studi e documentazione ha ceduto il passo allo spettacolo dal vivo, che ha assorbito cospicue risorse, alimentando un crepitante confronto critico. Sul piano della «offerta musicale», si registra qualche affanno: i «maestri concertatori » si sono succeduti con la propria impronta ma non sembra siano emerse esperienze di rilievo memorabile. Si ha l’impressione che il grande impegno profuso si esaurisca nell’evento, senza conseguenze durature nella formazione di nuove e solide prospettive di invenzione e scrittura musicale. Peraltro, i gruppi salentini «storici» continuano la propria attività in ampia autonomia creativa e programmatica. Si attende, perciò, di ascoltare la proposta di Ludovico Einaudi per valutare se il palco quest’anno possa contribuire a valorizzare le pratiche musicali contemporanee che guardano alle matrici culturali locali come fonte di ispirazione, stupore e bellezza.

di Maurizio Agamennone

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 agosto 2010

Mauro Pagani e la sua “Foto di gruppo con chitarrista”, la dub poetry della caraibica Jean Binta Breeze, “Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina”, il jazz di Luca Ragagnin e del trio One Changes e i reading in musica di Maurizio Amendola con loop&bass di Fabio di Tanno. Tutto questo è stato “Di suoni e di parole. Letteratura e musica a Ottobre Piovono Libri 2009″.

"La dub poetry di Jean Binta Breeze""

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Giovedì 5 novembre ultimo ospite del festival sarà la poetessa jamaicana Jean “Bitanta” Breeze, accompagnata da Dennis Bovell al basso e dal musicista pisano Marzio Aricò. L’importante serata di cultura sarà aperta gratuitamente al pubblico pisano in occasione della presentazione del nuovo disco (targato Arroyo) Eena me corner, prodotto da Associazione Metarock in collaborazione con il Dipartimento di Anglistica Post-Coloniale dell’Università di Pisa,  che raccoglie le liriche travolgenti e graffianti della Breeze recitate sulle note basse della dub step music.

Breezephoto

MARZIO “PRUDO” ARICO’DENNIS BOVELLJEAN “BINTA” BREEZE – PRESENTAZIONE DI “EENA ME CORNER” (DUB POETRY – DUB STEP) 5 NOVEMBRE 2009 -  PISA – CINEMA TEATRO LUX – 21:00

In collaborazione con:

Ass. Metarock

Università di Pisa, Dipartimento di Anglistica Post-Coloniale

Altre info: Ass. Metamusic

il ritorno della taranta

Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”.
In un avvincente racconto corale, una vicenda senza riscontri sul piano nazionale è ripercorsa dalla “viva voce” dei suoi protagonisti, da Rina Durante a Giovanna Marini, dal Canzoniere Grecanico Salentino ad Officina Zoè, da Eugenio Barba a Edoardo Winspeare, dal Canzoniere di Terra d’Otranto agli Aramirè, da Eugenio Bennato a Georges Lapassade fino all’attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini  e nelle più svariate combinazioni.

pizzica1

Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina

Presentazione e concerto di MUSICA POPOLARE SALENTINA

Sabato 24 ottobre, ore 21.15

Polo Didattico Carmignani, Piazza dei Cavalieri