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	<title>Di suoni e di parole</title>
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	<description>Letteratura e musica a &#34;Ottobre Piovono Libri. I luoghi della lettura 2009&#34;</description>
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		<title>Ma hanno ucciso l&#8217;uomo-ragno</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 00:24:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da tredici anni il Salento vede il ripetersi di un impetuoso «convenire a festa» verso l’area interna della Grecìa.  Iniziato nel 1998, in un clima di acceso dibattito, come esperienza di  valorizzazione delle musiche locali ma anche come aspirazione al  confronto tra queste e le altre musiche del mondo, il festival «La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: small;">Da tredici anni il <strong>Salento</strong> vede il ripetersi di un impetuoso «convenire a festa» verso l’area interna della <strong>Grecìa</strong>.  Iniziato nel 1998, in un clima di acceso dibattito, come esperienza di  valorizzazione delle musiche locali ma anche come aspirazione al  confronto tra queste e le altre musiche del mondo, il festival «<span style="color: #800000;"><strong>La notte della taranta</strong></span>» ha messo in febbrile movimento enormi energie e numerosi attori sociali: turisti e cultori della <em>folkyness</em>,  musicisti, danzatori, amministratori, operatori culturali,  imprenditori, commercianti e fornitori di servizi molteplici,  espositori, osservatori e studiosi. Assai interessante è l’evoluzione  che ha subìto la percezione della <span style="color: #800000;"><strong>taranta</strong></span>,  il «mitico» agente patogeno del tarantismo: da remoto segno di malattia  e povertà, il ragno è oggi inteso quale simbolo di rinascita e  bellezza. Una trasformazione formidabile, accolta nel sistema mediale:  con l’espressione «la taranta» si tende a rappresentare l’integrazione  tra musica e danza (pizzica), nonché tutto il complesso di attività e  prodotti «magicamente» offerti dal <strong>Salento</strong> d’estate (il  paesaggio, certe architetture, il cibo locale e la seduzione). Molti  osservatori hanno individuato in questo processo un ottimo vettore di  marketing territoriale. Si tratta di un modello cui molti cercano di  ispirarsi: i musicisti ospitati si «gloriano» per essere stati presenti e  gli esclusi scalpitano per farsi «chiamare»; tra gli amministratori  locali l’eco è fortissima: tutti impegnati a «fare come in Salento»,  sottovalutano come certi motivi di forte connotazione locale non possano  essere trasferiti facilmente altrove.</span><span style="font-size: small;"><br />
</span><span style="color: #000000; font-size: small;">Quest’anno, il calendario «alto»  sembra aver contribuito a dilatare la stagione turistica. Il processo è  monitorato da una équipe diretta dall’economista <strong>Giuseppe Attanasi</strong>,  che prossimamente presenterà il report da cui dovremmo conoscere i  valori economici mobilitati. Del programma si può fare una storia:  inizialmente, esso non aveva la secca connotazione melpignanese che ha  assunto negli anni; la promessa di valorizzare studi e documentazione ha  ceduto il passo allo spettacolo dal vivo, che ha assorbito cospicue  risorse, alimentando un crepitante confronto critico. Sul piano della  «offerta musicale», si registra qualche affanno: i «maestri concertatori  » si sono succeduti con la propria impronta ma non sembra siano emerse  esperienze di rilievo memorabile. Si ha l’impressione che il grande  impegno profuso si esaurisca nell’evento, senza conseguenze durature  nella formazione di nuove e solide prospettive di invenzione e scrittura  musicale. Peraltro, i gruppi salentini «storici» continuano la propria  attività in ampia autonomia creativa e programmatica. Si attende,  perciò, di ascoltare la proposta di <strong>Ludovico Einaudi</strong> per valutare se il palco quest’anno possa contribuire a valorizzare le  pratiche musicali contemporanee che guardano alle matrici culturali  locali come fonte di ispirazione, stupore e bellezza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">di <strong>Maurizio Agamennone</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">da <em>La Gazzetta del Mezzogiorn</em>o del 28 agosto 2010<br />
</span></p>
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		<title>Taranta Story. Alle radici della pizzica nella terra sospesa tra magia e deserto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 00:47:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro
Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne Vincenzo Santoro, studioso che con rigore ha curato il libro Il ritorno della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Mario Desiati racconta le radici della pizzica attraverso il nuovo saggio di Vincenzo Santoro</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Tempo fa denunciammo il rischio di una deriva cialtronesca della tradizione etno-musicale del Salento. Era il 2005 e la moda della Taranta era al suo acme. Nel dibattito intervenne <span style="color: #ff0000;"><strong>Vincenzo Santoro</strong></span>, studioso che con rigore ha curato il libro <em>Il ritorno della Taranta</em> per l’editore Squilibri e che il 28 ottobre è stato al centro di un dibattito all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il saggio non è soltanto la storia della rinascita della musica popolare nel Salento come lascia intendere il sottotitolo, ma soprattutto una disamina attenta e accurata di quello che oggi è presente nell’immaginario contemporaneo del fenomeno musicale e popolare più di tutti sugli scudi. Santoro individua un periodo storico nel quale si consolida il fenomeno: “Con la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta si registra un progressivo ritorno di interesse per i ritmi e i suoni della tradizione da parte di musicisti più giovani che, insieme ad alcuni importanti protagonisti delle esperienze precedenti, iniziano una nuova stagione di <em>revival</em> della musica salentina, dando vita a un nuovo movimento destinato a sviluparsi in maniera tumultuosa negli anni a venire”.</span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Protagonista di questa rinascita è certamente <strong>Edoardo Winspeare</strong>, il regista di Depressa, borgo vicino a Tricase, di cui Santoro traccia un profilo biografico e il percorso che ha portato al primo film “<span style="color: #ff0000;">Pizzicata</span>”, diventato subito il veicolo più potente a livello nazionale della nuova pizzica. Winspeare è giovanissimo, ha 24 anni nel 1989, quando gira il suo primo documentario “<span style="color: #ff0000;">San Paolo e la tarantola</span>”, un medio metraggio che gli permette di conoscere musicisti storici salentini e non di musica tradizionale. Tra tutti i medaglioni in questa pellicola, spicca <strong>Luigi Stifani</strong>, barbiere e dunque cerusico. E come la tradizione meridionale comanda, il cerusico barbiere è anche un santone, il depositario della cura di un piccolo paese e della sua comunità. </span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Chi ha visto il frammento di quel documentario di Winspeare in cui appare Stifani, può comprendere il fascino che poteva esercitare quell’uomo anziano, con occhi scuri e profondi, un baffetto demonico e la voce impostata come se stesse recitando. Stifani narra in modo avvincente di come attraverso il suo violino curò oltre 50 tarantolate. Affascinato dalla cultura contadina, Winspeare compara le epserienze del suo Salento con quelle del mondo che lui gira e conosce attraverso l’esperienza di assistente alla regia e fonico. Grazie a queste esperienze, ad esempio, si ritroverà a collaborare a un documentario sugli tzigani in Spagna che molte connessioni sembrano avere con la nostra musica tradizionale. Comincia così un periodo di frenetico attivismo, in cui Winspeare spende molte energie ad organizzare grandi feste in campagna, in cui invita a suonare gli anziani cantori ma anche alcuni musicisti e appassionati più giovani che si sono avvicinati alla musica tradizionale.</span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Racconta il regista: “La musica salentina non è solo pizzica, ma a noi serviva la pizzica, perché la pizzica smuove, scuote, e noi eravamo interessati non solo agli aspetti musicali, ma anche a quelli sociali. Il canto alla stisa interessa gli intenditori, mentre la pizzica interessa tutti. Con questa scelta abbiamo fatto un gesto politico, perché volevamo cambiare l’idea della nostra terra che avevamo avuto fino ad allora”.</span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Ma non c’è solo Winspeare con i suoi film e le sue feste. Santoro parte dal film “Pizzicata” del 1995 e arriva ai giorni nostri facendo gli esempi di come nel cinema, nella letteratura, nelle arti visive e ovviemente nella musica contemporanea, anche dei gruppi più giovani, ci siano influssi della Taranta e della nuova pizzica. Poche settimane dopo la pubblicazione di questo libro che ripensa e riposiziona in un quadro storico il “fenomeno Taranta”, è uscito il disco di Raffaella Aprile, una delle sue più intense interpreti. Non è un caso che l’album prodotto da Anima Mundi si chiami “Papagna”, come il fiore che seda e stordisce: un disco tra nenia e ricerca che reinterpreta in una chiave più eterogenea la tradizione della musica tradizionale salentina, alternando stornelli, filastrocche, pizziche.</span><br />
<span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Ma accanto a questa anima di servizio, nel libro di Santoro ce n’è pure una più pugnace e polemica. L’autore si addentra nei rischi dell’eccessiva deriva turistica del fenomeno; le pagine su cosa sia diventata la festa di San Rocco a Torrepaduli e la leggendaria battaglia delle spade sono amare e malinconiche, il ritratto di questa terra in bilico perenne tra magia e deserto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;">Mario Desiati</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: small;"><em>La Repubblica di Bari</em>, 22 novembre 2009<br />
</span></p>
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		<title>Così é tornata la Taranta</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 22:27:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vincenzo Santoro ripercorre le tappe di una scoperta culturale: dai pionieri ad oggi
Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina, di Vincenzo Santoro (ed. Squilibri, 18,00) è stato presentato a Roma, nell’Auditorium del parco della musica, il 28 ottobre scorso). Si tratta di un libro prezioso, che interviene a colmare una vistosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><strong>Vincenzo Santoro ripercorre le tappe di una scoperta culturale: dai pionieri ad oggi</strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: small;"><em>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina,</em> di Vincenzo Santoro (ed. Squilibri, 18,00) è stato presentato a Roma, nell’Auditorium del parco della musica, il 28 ottobre scorso). Si tratta di un libro prezioso, che interviene a colmare una vistosa lacuna nella storiografia locale nella quale mancava una ricostruzione organica, o almeno largamente attendibile, del fenomeno di riproposta della musica tradizionale salentina. Costruito sulla scorta di una vasta ed eterogenea documentazione (libri, articoli, interventi sul web, tesi di laurea, fonti orali, strumento insostituibile quando la documentazione tradizionale è carente) il volume rimette insieme gli innumerevoli frammenti di una vicenda dall’andamento carsico che, tra evidenze e oscuramenti, prende il via sul finire degli anni ’60, grazie all’impulso di <strong>Rina Durante</strong>, e si protrae fino ai giorni nostri. In mezzo si collocano tante vicende poco note o addirittura sconosciute: il decisivo approdo salentino di <strong>Giovanna Marini</strong>, la nascita del <strong>Nuovo Canzoniere del Salento</strong> che si scioglierà nel 1973 aprendo la strada al <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong>, il gruppo più rappresentativo del folk revival locale, le vicende poco note anche agli addetti ai lavori, di <strong>Salento Domani</strong> e <strong>Radici</strong> attivi nel decennio ‘70-80, che rivelano uno scenario ben più complesso e diversificato di quello fin qui conosciuto e chiudono la prima, pioneristica fase.<br />
Poi verranno gli anni ‘80 con <strong>Pierpaolo de Giorgi</strong> (tra i primi  a porre la centralità di un genere, la pizzica) e l’apparizione del <strong>Canzoniere di Terra d’Otranto</strong> prima dell’esplosione degli anni ‘90.<br />
Inaugurata dall’esperienza dei <strong>Sud Sound System</strong> e dall’attivismo di <strong>Edoardo Winspeare</strong>, la stagione degli anni ’90 è segnata dalla <strong>Notte della Taranta</strong>, dallo straordinario proliferare di gruppi e iniziative editoriali, dalle significative  esperienze degli <strong>Zoè</strong> e degli <strong>Aramirè</strong>, a cui Santoro dedica un ampio capitolo in quanto testimonianza di un peculiare modello di valorizzazione della cultura musicale del territorio fortemente intriso di spirito critico e impegno politico. È un viaggio a tratti illuminante nel caleidoscopico universo del movimento della pizzica, che delinea percorsi, stimola riflessioni e ulteriori approfondimenti, consegnando al lettore una narrazione polifonica in cui il punto di vista di Santoro (responsabile dell’Ufficio Cultura dell’Anci, appassionato operatore culturale che pure è una delle voci più apertamente critiche in seno al movimento stesso) non sovrasta mai il pluralismo delle voci che da sempre caratterizza il revival salentino.<br />
Questo efficace dispositivo narrativo ne fa un libro emblematico che aiuta a capire come le diverse definizioni discorsive siano il risultato che l’oggetto di cui si parla (la musica popolare) ha prodotto e da cui al tempo stesso è stato prodotto. È così che i patrimoni culturali opportunamente “tradotti/trasformati” vengono “confezionati” e consegnati ad un più vasto pubblico di fruitori. In questo nuovo scenario un ruolo sempre più centrale è assegnato agli intellettuali (locali e non).<br />
Se a <strong>Georges Lapassade</strong> va riconosciuta l’intuizione di collegare un’ipotesi di rivitalizzazione della cultura del tarantismo alle controculture musicali giovanili, altrettanto emblematico appare l’apporto di <strong>Edoardo Winspeare</strong>, artefice di un processo di “estetizzazione” della pizzica che liberandola da quella dimensione afflittiva tipica della cultura del tarantismo la preparerà ad un più vasto uso di massa. Ma<em> Il ritorno della taranta </em>(da leggere con l’indispensabile ausilio del cd allegato, una breve storia sonora del folk revival salentino) è anche, a suo modo, una riflessione su quel processo che Fabio Dei ha definito “dell’uso pubblico della cultura popolare”, ossia delle politiche istituzionali di valorizzazione del patrimonio etnografico locale.<br />
Al “Salento immaginato”, per usare il titolo di un bel capitolo che ripercorre la recente genesi di un vero e proprio topos letterario che descrive il Salento come un’isola di autenticità sopravissuta allo tsunami della modernizzazione, fa da contraltare la “bellezza sotto assedio”, continuamente esposta al rischio di scempi e devastazioni.<br />
C’è una nuova domanda di tutela del bene pubblico che nasce da questo movimento, sembra avvertire Santoro. Una diffusa consapevolezza che non si può valorizzare il patrimonio musicale locale (che oltretutto è oggi per il Salento un potente fattore di attrazione turistica ) senza tutelare i luoghi entro i quali storicamente è stato prodotto. Una domanda, quest’ultima, che ancora attende qualche risposta. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: small;"><strong>Sergio Torsello</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: small;"><em>Quotidiano di Lecce</em>, 2 novembre 2009<br />
</span></p>
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		<title>Di suoni e di parole. Gli scatti</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:48:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Mauro Pagani e la sua &#8220;Foto di gruppo con chitarrista&#8221;, la dub poetry della caraibica Jean Binta Breeze, &#8220;Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina&#8221;, il jazz di Luca Ragagnin e del trio One Changes e i reading in musica di Maurizio Amendola con loop&#38;bass di Fabio di Tanno. Tutto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><strong>Mauro Pagani e la sua &#8220;Foto di gruppo con chitarrista&#8221;, la dub poetry della caraibica Jean Binta Breeze, &#8220;Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina&#8221;, il jazz di Luca Ragagnin e del trio One Changes e i reading in musica di Maurizio Amendola con loop&amp;bass di Fabio di Tanno. Tutto questo è stato &#8220;Di suoni e di parole. Letteratura e musica a Ottobre Piovono Libri 2009&#8243;.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;" align="JUSTIFY"><a rel="attachment wp-att-314" href="http://www.ritmimeridiani.it/?attachment_id=314"><img class="aligncenter size-large wp-image-314" title="&quot;La dub poetry di Jean Binta Breeze&quot;&quot;" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/11/100_5436-1024x768.jpg" alt="&quot;La dub poetry di Jean Binta Breeze&quot;&quot;" width="614" height="461" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.ritmimeridiani.it/?page_id=316" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">Visualizza le altre foto</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="JUSTIFY">
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		<title>La dub poetry di Jean Binta Breeze</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 18:22:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedì 5 novembre ultimo ospite del festival sarà la poetessa jamaicana Jean “Bitanta” Breeze, accompagnata da Dennis Bovell al basso e dal musicista pisano Marzio Aricò. L&#8217;importante serata di cultura sarà aperta gratuitamente al pubblico pisano in occasione della presentazione del nuovo disco (targato Arroyo) Eena me corner, prodotto da Associazione Metarock in collaborazione con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Giovedì 5 novembre</strong> ultimo ospite del festival sarà la poetessa jamaicana <strong>Jean “Bitanta” Breeze</strong>, accompagnata da <strong>Dennis Bovell</strong> al basso e dal musicista pisano <strong>Marzio Aricò.</strong> L&#8217;importante serata di cultura sarà aperta gratuitamente al pubblico pisano in occasione della presentazione del nuovo disco (targato Arroyo) <strong>Eena me corner</strong>, prodotto da Associazione Metarock in collaborazione con il Dipartimento di Anglistica Post-Coloniale dell&#8217;Università di Pisa,  che raccoglie le liriche travolgenti e graffianti della Breeze recitate sulle note basse della dub step music.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-143" title="Breezephoto" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/Breezephoto-1024x710.jpg" alt="Breezephoto" width="590" height="409" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARZIO &#8220;PRUDO&#8221; ARICO&#8217;</strong> &#8211; <strong>DENNIS BOVELL</strong> &#8211; <strong>JEAN &#8220;BINTA&#8221; BREEZE</strong> &#8211; PRESENTAZIONE DI <strong>&#8220;EENA ME CORNER&#8221;</strong> (DUB POETRY &#8211;  DUB STEP) 5 NOVEMBRE 2009 -  PISA &#8211; CINEMA TEATRO LUX &#8211; 21:00</p>
<p style="text-align: justify;">In collaborazione con:</p>
<p style="text-align: justify;">Ass. Metarock</p>
<p style="text-align: justify;">Università di Pisa, Dipartimento di Anglistica Post-Coloniale</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Altre info: <a href="http://www.metamusic.eu/" target="_blank">Ass. Metamusic</a></p>
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		<title>Il ritorno della Taranta a Pisa</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:46:46 +0000</pubDate>
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Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-287" title="il ritorno della taranta" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/il-ritorno-della-taranta-723x1024.jpg" alt="il ritorno della taranta" width="651" height="922" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dalle pionieristiche esperienze degli anni Settanta fino all’esplosione degli ultimi anni, la ricostruzione del lungo processo di recupero e riuso dei materiali tradizionali giunto nel Salento a una sorprendente esposizione mediatica le cui ricadute vanno bene oltre i confini regionali. Una storia iniziata poco meno di quarant’anni fa ad opera di una variegata congerie di personaggi locali, spesso singolari e in qualche caso anche stravaganti che, coadiuvati a volte da personalità più blasonate provenienti dall’esterno, sono riusciti a produrre uno dei fenomeni musicali più sorprendenti e clamorosi degli ultimi anni: il “rinascimento della pizzica”.<br />
In un avvincente racconto corale, una vicenda senza riscontri sul piano nazionale è ripercorsa dalla “viva voce” dei suoi protagonisti, da Rina Durante a Giovanna Marini, dal Canzoniere Grecanico Salentino ad Officina Zoè, da Eugenio Barba a Edoardo Winspeare, dal Canzoniere di Terra d’Otranto agli Aramirè, da Eugenio Bennato a Georges Lapassade fino all’attuale dilagare di tarante a tutte le latitudini  e nelle più svariate combinazioni.</em></p>
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		<title>Il ritorno della taranta, sabato 24 ottobre al Polo Didattico Carmignani (Piazza dei Cavalieri)</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 01:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina
Presentazione e concerto di MUSICA POPOLARE SALENTINA
Sabato 24 ottobre, ore 21.15
Polo Didattico Carmignani, Piazza dei Cavalieri
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="aligncenter size-full wp-image-280" title="pizzica1" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/pizzica1.jpg" alt="pizzica1" width="604" height="453" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;"><em><strong>Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina</strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Presentazione e concerto di MUSICA POPOLARE SALENTINA</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sabato 24 ottobre, ore 21.15</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Polo Didattico Carmignani, Piazza dei Cavalieri</p>
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		<title>Venerdì 16 ottobre. Concerto jazz al Polo Didattico Carmignani</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 23:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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Altre informazioni:
Luca Ragagnin
Come arrivare sul luogo dell&#8217;evento
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-263" title="ragagnin" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/ragagnin-723x1024.jpg" alt="ragagnin" width="578" height="819" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Altre informazioni:</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ritmimeridiani.it/?page_id=131" target="_self">Luca Ragagnin</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=polo+didattico+carmignani+pisa&amp;sll=43.582222,10.027677&amp;sspn=1.854342,5.410767&amp;ie=UTF8&amp;hq=polo+didattico+carmignani&amp;hnear=Pisa+PI&amp;ll=43.720073,10.401003&amp;spn=0.000903,0.002642&amp;t=h&amp;z=19&amp;iwloc=A&amp;cid=5506710535197631911" target="_blank">Come arrivare sul luogo dell&#8217;evento</a></p>
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		<title>Prossimo appuntamento: venerdì 9 ottobre al Caffè dei Cavalieri</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di suoni e di parole]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>

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		<description><![CDATA[.
Affronta la realtà amico, tu sei un beat
Reading di Maurizio Amendola, Loup&#38;Bass di Fabio di Tanno
Venerdì 9 ottobre
Caffè dei Cavalieri, via Corsica (a 50 metri da Piazza dei Cavalieri)
.
&#8220;Affronta la realtà, amico, tu sei un Beat&#8221; è la frase che affiora in un&#8217;intervista scritta da colui che Fernanda Pivano ha definito il più grande autore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre style="text-align: center;">.</pre>
<h1 style="text-align: center;"><em>Affronta la realtà amico, tu sei un beat</em></h1>
<h3 style="text-align: center;">Reading di <strong>Maurizio Amendola</strong>, Loup&amp;Bass di <strong>Fabio di Tanno</strong></h3>
<h1 style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-245" title="Affronta la realtà amico, tu sei un beat" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/Affronta-la-realtà-amico-tu-sei-un-beat-1023x400.jpg" alt="Affronta la realtà amico, tu sei un beat" width="614" height="240" /></strong>Venerdì 9 ottobre</h1>
<h3 style="text-align: center;">Caffè dei Cavalieri, via Corsica (a 50 metri da Piazza dei Cavalieri)</h3>
<pre style="text-align: center;">.</pre>
<h5 style="text-align: justify;"><em>&#8220;Affronta la realtà, amico, tu sei un Beat&#8221; è la frase che affiora in un&#8217;intervista scritta da colui che Fernanda Pivano ha definito il più grande autore di poesie americano degli ultimi cinquant&#8217;anni: Gregory Corso. Un&#8217;intervista in cui Corso è intervistatore, intervistato e cuorioso spettatore di se stesso, in un&#8217;America in cui poeti come lui e Allen Ginsberg hanno scritto versi dalla potenza ineguagliabile, verso l&#8217;omologazione a cui volevano far fronte, oltre il fragile sogno di cui la stessa America era madre.</em></p>
<p><em>Venerdì 9 Ottobre si rivivranno i versi di questi due grandi poeti, passando attraverso &#8220;Le porte della percezione&#8221;, col Reading di Maurizio Amendola e l&#8217;accompagnamento al Loop&amp;Bass di Fabio di Tanno.</em></h5>
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		<title>&#8220;Foto di gruppo con chitarrista&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 00:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Di suoni e di parole]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Pagani]]></category>

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In occasione dell&#8217;uscita del suo primo romanzo Foto di gruppo con chitarrista (Rizzoli) Mauro Pagani incontra il pubblico al cinema Lumière di Pisa. Presenta Franco Carratori, giornalista, direttore del &#8220;Premio Ciampi&#8221; di Livorno.

Il libro
Mauro Pagani
altre info
come arrivare
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-92" title="Locandina Pagani" src="http://www.ritmimeridiani.it/wp-content/uploads/2009/10/Locandina-Pagani-723x1024.jpg" alt="Locandina Pagani" width="578" height="819" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;uscita del suo primo romanzo F<em>oto di gruppo con chitarrista</em> (Rizzoli) Mauro Pagani incontra il pubblico al cinema Lumière di Pisa. Presenta Franco Carratori, giornalista, direttore del &#8220;Premio Ciampi&#8221; di Livorno.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ritmimeridiani.it/?page_id=224" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">Il libro</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ritmimeridiani.it/?page_id=107" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">Mauro Pagani</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ritmimeridiani.it/?p=36" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">altre info</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=pisa+vicolo+del+tidi+6&amp;vps=1&amp;jsv=178b&amp;sll=43.716419,10.400941&amp;sspn=0.006979,0.020685&amp;num=10&amp;iwloc=A&amp;iwstate1=saveplace" target="_blank"></a><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=pisa+vicolo+del+tidi+6&amp;vps=1&amp;jsv=178b&amp;sll=43.716419,10.400941&amp;sspn=0.006979,0.020685&amp;num=10&amp;iwloc=A&amp;iwstate1=saveplace" target="_blank">come arrivare</a></span></p>
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